la cittadinanza digitale e gli algoritmi

C’è un termine centrale per l’informatica e per il web:  algortimo. Esso indica:

un elenco finito di istruzioni univocamente interpretabili, ciascuna delle quali deve essere precisamente definita e la cui esecuzione si arresta per fornire i risultati di una classe di problemi per ogni valore dei dati di ingresso.

Qualsiasi software su un qualsiasi computer è una architettura di algoritmi collegati che elaborano dati immessi da chi usa il software e restituisce qualcosa: per esempio, schiaccio un tasto della tastiera e a monitor appare la lettera corrispondente.

Il web, e a cascata la nostra vita, è determinata da neanche una dozzina di algortimi, estratti da qui:

  • Il misterioso “algoritmo di Google”.
  • Il sistema delle “notifiche” di Facebook.
  • I sistemi di accoppiamento dei siti di appuntamenti o ricerca coppie.
  • La raccolta dati del NSA.
  • Il servizio “Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche” di Amazon o Netfix.
  • Google AdWords.
  • I programmi predittivi della borsa.
  • La compressione MP3.

Un cittadino del web deve sapere almeno cosa è un algortimo, Wikipedia ci viene in aiuto con un articolo.

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