Facebook, feed ed esperimenti

Nel 2012, Facebook ha fatto un esperimento, Experimental evidence of massive-scale emotional contagion through social networks, che ha coinvolto meno di un milione di utenti. Scopo dell’esperimento era accertare se e come esiste il contagio emotivo ed è stato svolto all’insaputa degli utenti. L’aver tenuto all’oscuro le persone coinvolte ha suscitato molte discussioni. Del resto, sostiene Facebook, nei Terms of service è dichiarato che Facebook cura i messaggi degli utenti visualizzando “il meglio”, quindi non c’è motivo di considerare questo esprimento come altro dall’applicazione dell’algortimo con cui i vari post sono visualizzati.

Ai fine dell’educazione alla cittadinanza digitale, questa è l’occasione per capire quale è l’algoritmo con cui Facebook fa emergere o scomparire nel mare dell’indifferenza e dell’oblio i nostri post. Ovvero quale è la regola, o l’insieme di regole, alla base della nostre relazioni su Facebook; avere qualche indicazione è utile, come è utile sapere come ci si veste prima di una cena con degli sconosciuti. In alcuni casi la camicia a fiori eleva il ranking, in altri lo fa precipitare negli abissi dell’invisibilità.

L’algoritmo, chiamato Edgerank, non è noto nella sua totalità e se ne conosce una parte, illustrata nell’immagine seguente. Ma vi sono anche altre ipotesi.

edgerank

Ma c’è anche dell’altro. Il fatto è che l’algortimo di Facebook mette in evidenza un assunto che ci ha accompagnato per diverso tempo: che i dati siano disgiunti dal canale. Crediamo che Facebook sia un semplice tubo che distribuisce documenti che carichiamo sul nostro profili e che li consegni as-is.

Non è così.

Piuttosto Facebook regola la nostra vita emotiva e sociale con delle regole. E il contenuto che viene elaborato siamo noi stessi.

la cittadinanza digitale e gli algoritmi

C’è un termine centrale per l’informatica e per il web:  algortimo. Esso indica:

un elenco finito di istruzioni univocamente interpretabili, ciascuna delle quali deve essere precisamente definita e la cui esecuzione si arresta per fornire i risultati di una classe di problemi per ogni valore dei dati di ingresso.

Qualsiasi software su un qualsiasi computer è una architettura di algoritmi collegati che elaborano dati immessi da chi usa il software e restituisce qualcosa: per esempio, schiaccio un tasto della tastiera e a monitor appare la lettera corrispondente.

Il web, e a cascata la nostra vita, è determinata da neanche una dozzina di algortimi, estratti da qui:

  • Il misterioso “algoritmo di Google”.
  • Il sistema delle “notifiche” di Facebook.
  • I sistemi di accoppiamento dei siti di appuntamenti o ricerca coppie.
  • La raccolta dati del NSA.
  • Il servizio “Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche” di Amazon o Netfix.
  • Google AdWords.
  • I programmi predittivi della borsa.
  • La compressione MP3.

Un cittadino del web deve sapere almeno cosa è un algortimo, Wikipedia ci viene in aiuto con un articolo.